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L’introduzione nella provincia di Chieti dell’olivo come pianta coltivata si ritiene sia avvenuta in un periodo di tempo compreso tra il XVII e il IX secolo a.C. La sua coltivazione ha avuto un forte impulso in epoca romana e più tardi, nel Medioevo, ad opera dei frati benedettini che svilupparono l’agricoltura introno a monasteri come quelli di San Giovanni in Venere a Fossacesia e, nelle zone limitrofe, di San Liberatore a Majella, Santa Maria d’Arabona e San Clemente a Casauria.
La provincia di Chieti rappresenta per olio prodotto la più olivata della regione con una quantità di olive coltivate che si aggira mediamente sui 600.000 quintali, con circa 300 frantoi e una decina di imbottigliatori.
Le varietà di olive presenti nel territorio vedono primeggiare il “gentile” di Chieti, benchè siano svariate le varietà coltivate: nebbio, intosso, cucco, crognalegno, caprino, olivastro di Roccascalegna, oltre alle cultivar nazionali leccino, frantoio e muraiolo.
Tute queste varietà possono contribuire secondo un blend specifico alla certificazione dop Colline Teatine. L’extravergine dop Colline Teatine, si caratterizza per un colore giallo oro tendente al verde; presenta un fruttato di media intensità che ricorda l’erba, la foglia, la mandorla con un buon equilibrio di note dolci, amare e piccanti.
I numerosi rivenditori di olio presenti sul territorio, offrono spesso anche diversi prodotti artigianali come particolari tipi di oli agrumati, olive da tavolo, ortaggi sott’olio o patè di olive verdi e nere
Da “Itinerari nei gusti della Provincia di Chieti” – Slow Food Editore
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