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Su una spianata a 987 mt. di altitudine,non lontano dall’abitato di Montenerodomo, in località Madonna del Palazzo, troviamo uno dei siti archeologici più importanti di tutta l’Italia centrale. Dapprima insediamento sannitico, poi municipio romano, il sito è attualmente un’area archeologica con annesso museo.
Il sito oggi si presenta come un ricco palinsesto caratterizzato dalla sovrapposizione di strutture di diversa epoca. Dapprima insediamento italico, ricordato nella descrizione di Plinio il Vecchio e nel Liber Coloniarum; municipio romano dal I secolo a.C., ascritto alla tribù Arniense, la città visse un intenso sviluppo in periodo medievale, con l’attività dell’abbazia cistercense di S. Maria di Palazzo, costruita sull’area sacra utilizzando abbondantemente materiale di spoglio.
Al periodo italico è riferibile il complesso cultuale consistente in due tempietti gemelli circondati da recinto sacro, risalenti al II sec. a.C., dedicati a Ercole e a varie divinità agrarie femminili. Successiva è la realizzazione il teatro, sulle pendici della collina, di cui oggi restano vari ordini di gradini e l’orchestra con diametro pari a 17metri.
Al foro, anticamente circondato da portici, si accede attraverso una strada lastricata che conserva ancora i marciapiedi. Sul pavimento del foro si riconosce un’iscrizione pavimentale in lettere di bronzo che recano il nome del costruttore, sfortunatamente sono rimaste solo le tracce di inserzione sulle lastre di pietra. Sul lato nord del foro si affaccia la basilica, con tre porte, probabilmente destinata al culto imperiale. Si conservano, in situ, due basi di statua, un adedicata, con Decreto dei Decurioni, all’imperatrice Cornelia Salonina, l’altra a Minerva dai Seviri Augustali.
Le terme sono ai margini della città. L’insediamento ebbe vitalità fino al IV sec, d.C., quindi fu predato e distrutto.
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