Sei in: »Turismo SangroAventino »-Lanciano




Turismo SangroAventino

[Tradizioni]

Settembre Lancianese

le Campanelle di S. Egidio, Il Mastrogiurato, Il dono, La Madonna del Ponte

Immagine: feste di settembre

È il 29 agosto. In piazza del Plebiscito, a Lanciano, il rumore scoppiettante dei mortaretti annuncia ufficialmente l’inizio delle feste di settembre. Il Settembre lancianese rievoca un tempo nemmeno troppo lontano, quando i contadini si muovevano dalle campagne e dalle contrade verso il centro cittadino, con il vestito buono e le scarpe delle occasioni. La festa era fede, ritualità, ebbrezza. Una tradizione che oggi prosegue, cresce mano a mano che le radici si allargano, frugano nel passato, si avvinghiano a cerimonie remote, a leggende, a origini legate alla terra e alle antichissime Fiere, che facevano di Lanciano un punto di riferimento per mercanti provenienti da ogni parte d’Italia ma anche dalla Dalmazia, dalla Grecia, dall’Illiria, dall’Albania, dalla Macedonia e da altri paesi del medio-oriente. E mano a mano che le radici affondano la tradizione si rinnova. I mortaretti del 29 agosto dissolvono il confine fra il passato e il presente. Si sta per cominciare.
Il 31 agosto è il giorno dedicato alla festa di S. Egidio, con la Fiera del giocattolo e della campanella. Si parte alle cinque del pomeriggio e si va avanti fino a notte fonda. Le bancarelle riempiono corso Trento e Trieste e piazza del Plebiscito. La tradizione vuole che il fidanzato regali una campanella alla sua ragazza, come pegno d’amore. Il primo settembre una nuova treccia di mortaretti accende l’atmosfera salendo da piazza del Plebiscito fino al campanile della Madonna del Ponte. La cerimonia dell’alzabandiera, sulla Torre Civica, ha anche un valore propiziatorio: a seconda di dove tira il vento si saprà se, durante i giorni della festa, sarà bello o cattivo tempo.
La prima domenica di settembre è dedicata a una rievocazione storica in piena regola. Si celebra infatti il Mastrogiurato. Questa carica politico-giuridica fu istituita nel 1304 dagli Angioini. Doveva affiancare e aiutare il sindaco nelle sue funzioni, assolvendo gli incarichi di sorveglianza dei mercati, degli approvvigionamenti cittadini e dell’apertura e chiusura delle porte al traffico. Il Mastrogiurato, a Lanciano, assunse la massima rilevanza in epoca rinascimentale. Le Fiere di Lanciano stavano assumendo un’importanza sempre crescente nel Regno di Napoli. Il re Ferdinando, allora, con un editto del 1515 assicurò immunità e ospitalità nelle Fiere della città ai mercanti di ogni “razza e religione”. Nel 1534 Alfonso D’Aragona fece un altro editto, con cui dava diritto di frequentare le Fiere di Lanciano anche ai nemici della “Corona”. Per tutta la durata delle Fiere, il Mastrogiurato concentrava nelle sue mani pieni poteri, con il compito di sovrintendere al regolare svolgimento dei mercati. La rievocazione storica del Mastrogiurato, a Lanciano, viene fatta dal 1981. L’uomo che deve impersonare il Mastrogiurato viene scelto, a turno, in uno dei quattro quartieri storici di Lanciano, Borgo, Civitanova, Lancianovecchia e Sacca. I personaggi, tutti in costume d’epoca, sono ormai più di seicento fra dame, cavalieri, mercanti, capitani del popolo e soldati. Sfilano attraverso le strade principali fino a piazza Plebiscito, dove rendono omaggio al Mastrogiurato per la cerimonia dell’investitura. Il tutto fra rulli di tamburi, suoni di chiarine e sbandieratori. Una rievocazione fedele, ricostruita attraverso i testi dello storico frentano Corrado Marciani.
Un rito fortemente radicato a Lanciano è quello del Dono. Una festa che cade l’ 8 settembre, giorno della Natività di Maria. Si racconta che, nell’VIII secolo, i lancianesi nascosero la statua della Madonna in un pilastro del ponte di Diocleziano, per evitare che cadesse sotto la furia iconoclasta dell’imperatore Leone l’Isaurico. La statua della Madonna col Bambino fu ritrovata nel 1088. Il popolo gridò al miracolo e l’icona divenne da quel momento la Madonna del Ponte. L’usanza di portare doni a Maria risale invece al settembre del 1833, con la raccolta di donativi per le feste di incoronazione della statua. La festa del Dono ancora oggi ha un sapore speciale. Le 33 contrade di Lanciano organizzano una sfilata di carri con i prodotti della terra da portare alla Madonna. Un lungo corteo su Corso Trento e Trieste formato da donne vestite con gli abiti tradizionali e le conche di rame sul capo. La sera il Comitato feste vende i prodotti all’asta in piazza Plebiscito. Il ricavato viene donato alla Curia.
Il culmine delle feste di settembre, però, è dal 14 al 16 del mese. Una tradizione che dura da 174 anni. Quella fra il 13 e il 14 settembre è la storica Notte bianca dei lancianesi. Nel 1833 il Capitolo di S. Pietro, a Roma, assegnò due corone alla Madonna di Lanciano. I sacerdoti don Luigi Jacobitti e don Nicola Saverio Bucchianico si recarono quindi nella capitale, mentre a Lanciano si preparava la festa per il loro ritorno. Rientrarono da Roma alle 4 del mattino, tutta la città li stava aspettando. Nessuno aveva dormito. Neppure adesso, fra il 13 e il 14 settembre, si dorme. I lancianesi attendono le quattro del mattino per i fuochi artificiali che, da Parco Villa delle Rose, annunciano l’inizio di una lunga festa. Quella della Madonna del Ponte. Sul corso si accendono parature fiabesche. Alla fine dei fuochi, la banda accompagna il Comitato fino a piazza del Plebiscito. Dopo le quattro è tradizione andare tutti a piazza del mercato a comprare sedano da bagnare nell’olio e pepe e a mangiare la pizza. Le discoteche restano aperte per tutta la notte. Il 14, il 15 e il 16 settembre la città si anima con mille iniziative, fuochi d’artificio a mezzanotte, una solenne processione e almeno due concerti in piazza.

IL FRENTANO D’ORO
Fra le iniziative del Settembre lancianese, ce n’è una che lega a filo doppio Lanciano con i suoi figli più illustri. Nel 1998 il locale Collegio dei Ragionieri Commercialisti ha istituito infatti il “Frentano d’oro”, che viene assegnato ogni anno a un personaggio frentano, appunto, che si è distinto a livello nazionale o internazionale, dando lustro alla sua terra. Un premio per personalità che ormai sono stimate e conosciute in tutto il mondo. E che, a settembre, hanno l’onore di ricevere il premio più bello: un gesto d’amore e gratitudine dalla gente della loro terra. Finora sono stati premiati lo scultore Mario Ceroli, gli economisti Marcello De Cecco e Dominik Salvatore, il costituzionalista Alessandro Pace, il manager dell’informatica Gerrino De Luca, il direttore d’orchestra Donato Renzetti, il fisico Tazio Pinelli, il ginecologo Domenico de Aloysio e il gioielliere Nicola Cerrone.




Turismo, Cultura, Tempo Libero - SangroAventino

Turismo, Cultura, Tempo Libero - SangroAventinoInfo sul PortalePolicy e trasparenzaCredits