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La Costa dei Trabocchi, che va da Ortona a San Salvo, è, senza dubbio, una delle aree più suggestive e ricche di storia di tutto il litorale adriatico. Chiunque decida di intraprendere un viaggio alla volta di questa zona, che lo stesso D’Annunzio decantò nelle sue liriche, non potrà fare a meno di restare incantato dal perfetto connubio fra natura e insediamento umano, dalla dolcezza dei pendii collinari, ricchi di fitta vegetazione e flora, che d’improvviso si stagliano sulle acque cristalline. Dirigendosi verso San Vito Chietino, che D’Annunzio definiva “il regno delle ginestre in fiore”, ci si troverà davanti a scenari di rara bellezza, dall’alto di costoni rocciosi a picco sul mare costellato di trabocchi, “macchine da pesca” di antica memoria. La genuinità e la freschezza dei prodotti alimentari influenza in maniera decisiva la cucina e i piatti tipici della Costa dei Trabocchi. Ottimo e sempre fresco il pesce, che qui viene ancora pescato con le reti calate dai trabocchi o da piccole imbarcazioni, è alla base di tutta la gastronomia del litorale. Le ricette sono le più varie e cambiano da paese a paese ma, a San Vito, il vero re è la seppia o, secondo la parlata locale, la “seccia”. Secondo la stagione si possono gustare seppie e patate, in umido, ripiene, con i piselli o… con i carciofi, sempre deliziose, da leccarsi le dita! E poi crostacei, frutti di mare, fritto di paranza, triglie e l’immancabile sgombro, tutti cucinati in modo sapiente e squisito. L’altro protagonista della tavola è, senza dubbio, il brodetto alla sanvitese: una zuppa di pesce scelto, con crostacei e patate, che ha reso famosi molti ristoranti della zona. Ovviamente il tutto dev’essere accompagnato dai vini bianchi abruzzesi come l’affermato Trebbiano o il più recente Pecorino, dal profumo fruttato intenso, morbido e corposo, e come la “Carraia” e la “Grondaia”, vini Montepulciano incoronati anche al Vinitaly di Verona. Per coloro che non gradiscono il pesce, i menu offrono comunque valide alternative. Le pallotte cacio e ovo, polpettine di pane raffermo, uova e pecorino grattugiato, ad esempio, sono fra le più apprezzate. Di solito vengono servite con un ragù di basilico e cipolla tritata. Per quelli che preferiscono la carne, invece, il consiglio cade sulle turcenelle, involtini d’interiora di capretto in salsa di pomodoro, con molto peperoncino.
Come dessert la tradizione prevede i celli pieni: un ripieno di marmellata d’uva e mosto cotto avvolto da fragrante pasta sfoglia a forma di uccelletto. Imperdibili! Qualche chilometro più a sud, continuando lungo il litorale, s’incontra Rocca San Giovanni con suggestive coste rocciose, come quella della punta della baia del Cavalluccio. Lungo la riviera non si può fare a meno di notare gli innumerevoli banchetti allestiti ai bordi della strada, presso i quali venditori ambulanti offrono il pescato della giornata, la frutta e le olive della campagna rigogliosa e distensiva. E poi Fossacesia con la sua splendida spiaggia che termina con il porticciolo turistico a nord della foce del Sangro. La vegetazione ricca di uliveti, nei quali prevale la varietà “Gentile di Chieti”, e la macinatura ottenuta con pietre antiche, ha permesso agli agricoltori locali di creare uno degli oli aromatizzati più apprezzati d’Italia. L’olio agrumato, per l’esattezza, è una specialità inconfondibile, ottenuta dalla molitura a freddo di olive del cultivar Gentile e di agrumi della costa. Lo si può gustare al limone, ottimo sulle grigliate di pesce e ideale per le insalate; all’arancia, per carni rosse, verdure cotte e legumi. Assolutamente da provare è anche l’olio d’oliva extravergine al peperoncino, speciale per bruschette. Alle qualità benefiche dell’extra vergine note già dai tempi più remoti, si aggiunge la capacità antiossidante che la ricchezza di polifenoli gli conferisce. Poco lontano dalla costa, nei pressi di Lanciano, si scopre Castelfrentano, un piccolo borgo adagiato su un colle, caratterizzato da uno splendido panorama e da una vegetazione ricca di oliveti. Anche qui, la storia è percettibile in ogni angolo: le chiese di Santo Stefano e di Santa Maria della Selva sono fra i monumenti più antichi e suggestivi di questo piccolo angolo d’Abruzzo. Per i più golosi sono d’obbligo le meraviglie gastronomiche del paese, primo fra tutti il bocconotto, denominato “buccunotte” dal “Vocabolario Abruzzese” di Domenico Bielli del 1930. Poco si sa sulla ricetta di questo dolce, dato che i castellini sono molto restii a divulgarla, ma al gusto è inconfondibile: una sottile pasta frolla all’olio extravergine d’oliva avvolge un ripieno di cioccolata e mandorle tritate, con uno spruzzo di mosto cotto. Non a caso, le pasticcerie della zona hanno vinto grazie a questo aromatico fagottino, riconoscimenti e premi qualità. Degni di nota anche i finocchietti, biscotti molto antichi, un tempo preparati durante la trebbiatura per la loro semplicità (solo uova, zucchero e farina), e i tarallucci olio e vino, farciti di marmellata d’uva da abbinare ai passiti delle cantine lancianesi. Per i buongustai, l’itinerario eno-gastronomico offerto dalla Costa dei Trabocchi offre appuntamenti di grande interesse. All’inizio di luglio, si può assistere ad uno degli avvenimenti più affascinanti e… ghiotti dell’anno: Cala Lenta, la manifestazione che prende il nome dai gesti dei “traboccanti” che scendono lentamente le reti in mare. Un evento suggestivo fra tradizioni antiche e gastronomia. Quasi l’essenza della magia che si respira in questo angolo d’Abruzzo.
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